Segnalazione: Osservatorio sul Pluralismo Religioso

Osservatorio sul Pluralismo Religioso

Premessa

L’accentuarsi dei processi di globalizzazione e pluralismo non ha portato, come si è a lungo creduto, all’eclissi delle religioni. In molti casi, l’appartenenza e la pratica religiosa sembrano fare da argine al rischio di anomia implicito nel confronto ravvicinato fra culture, stili di vita, valori. La religione acquista oggi una nuova e diversa rilevanza nella vita degli individui e dei gruppi che si manifesta, a volte drammaticamente, all’interno e all’esterno della nostra società. Alla rinnovata pregnanza del fattore religione non corrisponde un adeguato investimento conoscitivo. Il pluralismo è spesso affrontato dal punto di vista demografico, economico o come emergenza sociale, tralasciando le componenti culturali. Riteniamo invece che le politiche di accoglienza per la costruzione di una pacifica “comunità interculturale”, spesso al centro dei programmi politici e amministrativi, dovrebbero prevedere la conoscenza delle diversità culturali e religiose. Ciò appare implicito, ad esempio, nel Programma Triennale 2014 dell’Osservatorio dell’Emilia Romagna sul fenomeno migratorio, che si pone l’obiettivo di: favorire “una consapevolezza interculturale diffusa e responsabile” che faccia maturare “un atteggiamento positivo verso la diversità e dare solide garanzie in tema di diritti fondamentali e parità di trattamento” (cfr. Immigrazione straniera in Emilia-Romagna, Edizione 2014, nel sito della Regione). La creazione di un Osservatorio permanente sul pluralismo religioso vuole rispondere a questa esigenza conoscitiva.

Il pluralismo religioso può essere un fattore di arricchimento culturale. Tuttavia non sempre le religioni sono funzionali al processo di integrazione dei migranti e, in alcuni casi, possono trasformarsi in motivo di chiusura e ghettizzazione, presupposto per lo sviluppo di comportamenti devianti o anti-sociali (si veda in proposito il numero monografico di Religioni e Sette nel mondo: Le religioni degli immigrati come fattore di dis/integrazione sociale, 2009/1). Anche se diversi studi hanno messo a fuoco il tema del pluralismo religioso, è mancata fino a tempi recenti un’indagine sistematica volta a conoscerne la consistenza – quantitativa e qualitativa – e la distribuzione geografica. A tale esigenza ha risposto in parte una ricerca, cui ha collaborato il GRIS, confluita nel volume a cura di Enzo Pace, Le religioni nell’Italia che cambia. Mappe e bussole, Carocci, Roma, 2013. Da essa emergono due aspetti. Da un lato la grande varietà religiosa riscontrabile in ogni parte del nostro Paese. Dall’altro la precarietà di qualunque mappatura, per quanto accurata. La realtà è risultata infatti “liquida”, sia per la mobilità degli aderenti alle religioni, molti dei quali migranti, sia per il succedersi delle diverse generazioni che esprimono esigenze differenziate.

Il progetto

L’Osservatorio nasce dalla costatazione dell’insufficienza di qualsiasi mappatura. Questa infatti, se costituisce un momento ineludibile, fotografando la realtà in un momento particolare, non è in grado di spiegare le tendenze e le dinamiche del pluralismo. Ciò può farsi solo con un’osservazione prolungata e sistematica, in aree significative, che evidenzi le trasformazioni nei singoli gruppi, la loro mobilità geografica, le variazioni nella loro composizione, nella dottrina e nelle pratiche, le tensioni, le difficoltà di comunicazione fra di loro e con la società.

L’Osservatorio è frutto della collaborazione fra alcune Università italiane e il GRIS – Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa. Le Università coinvolte sono: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (Dipartimento di Sociologia – Centro di Ricerca WWELL); Università degli Studi di Bologna (Dipartimento di Scienze dell’Educazione e Dipartimento di Storia Culture Civiltà); Università degli Studi di Palermo (Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche e della Formazione); Università di Roma “La Sapienza” (Dipartimento di Storia, Culture e Religioni; Master in Religioni e mediazione culturale). Del gruppo di ricerca fa parte anche l’Osservatorio Pluralismo Religioso di Torino che da diversi anni studia la realtà piemontese. Ai fini della ricerca l’Osservatorio sottoscrive accordi con associazioni culturali e religiose desiderose di collaborare al progetto. Per la parte di ricerca riguardante l’Islam è stato sottoscritto un accordo con l’Associazione per la Fondazione Islamica Italiana, mentre sono in corso trattative di convenzione con altre associazioni islamiche (UCOI, Confederazione islamica). Da diversi anni il GRIS è impegnato nella raccolta di informazioni sulle presenze religiose che costituiscono il punto di partenza per il lavoro di aggiornamento e approfondimento qualitativo.

L’Osservatorio è attualmente attivo in cinque Regioni: Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte e Sicilia. Fra le attività previste: la scrittura di rapporti periodici sulle principali dinamiche religiose nelle aree di indagine, l’organizzazione di eventi che coinvolgano diverse realtà religiose e altri eventi aperti al pubblico che socializzino le conoscenze acquisite. L’intendimento è di allargare il progetto ad altre Regioni coinvolgendo Università e centri di ricerca locali.

 

La ricerca si svolge nelle seguenti modalità:

  • Definizione delle aree in cui si svolgerà la ricerca. (Attualmente il lavoro è avviato in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna Lazio e Sicilia) e formazione delle equipe di ricerca locali
  • Recupero di dati già esistenti e loro aggiornamento utilizzando le notizie reperibili su testi a stampa, in rete e instaurando rapporti con leader e fedeli, che segnalino l’esistenza di realtà più difficili da censire. (Attualmente la ricerca riguarda l’islam).
  • Schedatura delle realtà così rilevate in base ad alcuni parametri (filone religioso, leadership, ritualità, numero di fedeli, storia del gruppo, indirizzo, recapiti) che verranno periodicamente aggiornati
  • Coinvolgimento delle realtà censite attraverso mailing list, newsletter e forum di discussione (Facebook, ecc.)
  • Elaborazione di una mappa “qualitativa” che entri nel merito dei contenuti di fede, della ritualità, della qualità dei fedeli coinvolti e dei cambiamenti che intervengono nel tempo
  • Stesura di rapporti periodici sulle dinamiche religiose all’interno di ciascuna area di indagine
  • Organizzazione di eventi (convegni, conferenze stampa) volti alla diffusione delle conoscenze acquisite e alla sensibilizzazione sulle tematiche del pluralismo religioso.

Responsabile del progetto:

Giuseppe Ferrari – Segretario Nazionale del GRIS (ferrari.g@gris.org)

Comitato scientifico:

Coordinatore: Pino Lucà Trombetta – Sociologo (giuseppe.luca@unibo.it)

Luigi Berzano – Direttore Osservatorio pluralismo religioso di Torino (luigi.berzano@tin.it)

Tullio Di Fiore – Presidente GRIS Sicilia (tulliodifioregris@libero.it)

Elisabetta Di Giovanni – Università di Palermo (elisabetta.digiovanni@unipa.it)

Stefano Martelli, – Università di Bologna (s.martelli@unibo.it)

Cristiana Natali – Università di Bologna (cristiana.natali@unibo.it)

Paolo Naso – Università di Roma “La Sapienza” (p.naso@tin.it)

Laura Zanfrini – Università Cattolica di Milano (laura.zanfrini@unicatt.it)

 

Ricercatori:

Martina Ferraro, Università di Bologna (martina.ferraro2@studio.unibo.it)

Giovanni Castiglioni – Università Cattolica di Milano (Giovanni.Castiglioni@unicatt.it)

Antonella Palazzo – Università di Palermo (antonellapalazzo84@gmail.com)

 

Segreteria scientifica:

Annamaria Fantauzzi – Antropologa, Università di Torino (annamaria.fantauzzi@unito.it)

 

WE, THE LAST CHRISTIANS OF IRAQ

by Emanuela C. Del Re

This documentary-film is the results of a research carried out by prof. Del Re with EPOS between 2013 and June 2015. It shows the lives of the Christian community before and after the attack by the Islamic State to their communities living in Iraq in 2014, offering a unique wide perspective to understand the issue of the persecution of minorities in the Middle East today. The documentary shows the aspirations for the future, the living conditions and the positive vision of the Christians before the attack by the Islamic State (2013), and what has happened thereafter, through the voices of many Christians of Iraq, including the Louis R. Sako, the Patriarch of Baghdad.

In June 2014 the Islamic State of Iraq and Syria (ISIS), also known as Daesh, has brutally conquered the territories inhabited by the Christian, Yazidi and Shabak communities. All the minorities in Iraq are seriously endangered since then and suffer from all sort of violence and deprivations. Many Christians from Iraq have been forced to flee their lands and have found refuge in Iraqi-Kurdistan, in camps. There are now about 250 thousand Christian IDPs (Internally Displaced Persons) living in Iraqi-Kurdistan now. Their future is endangered and emigration to safer lands seems to many the only solution. Christians in Iraq have decreased from 1.5 million in 2003 to an estimated 800 thousand in 2015. Their number is decreasing every day.

Prof. Emanuela C. Del Re is a well known expert in geopolitics and conflict studies, minorities, migration and refugee issues. Specialist in the Middle East, Balkans, Caucasus, she is full Professor of Political Sociology and Political Phenomena of the Middle East at the University of Rome. She has carried out field work researches in conflict areas since 1990. She has authored numerous essays and books. Being an expert in Visual Sociology, she has filmed many documentaries. She is the Chair and Founder of EPOS Intl. Mediating and Negotiating Operational Agency, and the Leader and Creator of MY FUTURE project for Syrian Refugees and the reconstruction of the Syrian civil society

Italy 2015, 50′

Il cibo dell’anima

Giovedì 24 settembre ore 20.00
Casa internazionale delle Donne – Roma
Ingresso in Via San Francesco Di Sales, 1/a

Proiezione film-documentario alla presenza del regista

Il cibo dell’anima – prima parte (Ebrei, Islam, Buddisti, Sikh)

Il cibo come storia e cultura, memoria e gusto, concetto rituale e simbolo, incontro e integrazione. Conoscere piatti, consuetudini e regole alimentari può
aiutare a capire meglio l’essenza delle diverse culture. Un incontro di comunità e gruppi che si distinguono per scelte di fede, ma anche di laicità, per scelte di
cibo strettamente collegati al credo religioso o più in generale alla spiritualità, a completamento del benessere dell’anima, nella scelta del giusto e corretto benessere fisico.

Dopo la proiezione insieme a
Franca Coen, Maria Immacolata Macioti e Bia Sarasini parliamo delle donne ed il cibo, nelle diverse religioni e culture.

Per informazioni :

http://www.cittaslow.org/article/proiezione-del-film-documentario-il-cibo-dell-anima-di-piero-cannizzaro

L’Armenia all’Arena di Verona il 2 settembre

Martedì 29 settembre alle ore 21.00 all’Arena di Verona va in scena – in prima mondiale – Amen Project. Realizzato in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica Armena in Italia, patrocinato dal Ministero dei Beni Culturali della Repubblica d’Armenia e dal Comune di Verona, è un grande evento che celebra il popolo armeno e la sua storia.

Artisti internazionali, con musica, parole e danza, ripercorrono le tappe fondamentali della grande epopea armena: lotte, fede cristiana, passione e cultura. Amen Project è questo: uno straordinario viaggio che porta gli spettatori – dalle origini sino ai nostri giorni – nel cuore del popolo armeno, in terra d’Armenia e in tutti i luoghi del mondo raggiunti dalla diaspora. Amen Project non è solo una magnifica rappresentazione: è la prova che secoli di ingiustizie non hanno mai impedito agli armeni di continuare a vivere e creare. È la rinascita, il futuro di una civiltà.

Atto unico della durata di 1h e 40 minuti, Amen Project si avvale della direzione del Maestro Stefano Fonzi, che ha curato anche gli arrangiamenti e le orchestrazioni. Le musiche originali sono della compositrice armena Araksiya Musheghyan, mentre i testi del giornalista e scrittore Giommaria Monti. Sotto la bacchetta di Fonzi si alternano l’Orchestra Sinfonica dell’Istituto Musicale Peri-Merulo (Italia), il Coro Hover (Armenia), l’Ensemble Capella Regiensis (Italia) ma anche una pop band e musicisti della tradizione popolare armena. Il tutto accompagnato delle coreografie del regista Roudolf Kharatian alla direzione del corpo di ballo.

Renato Zero ha scritto per l’occasione “Vengo da te”. A interpretarlo la giovane artista toscana Amara, che ha già dato prova della sua forza espressiva all’ultimo festival di Sanremo.

Partecipano con brani inediti tre grandi artisti e italiani: Fabio Concato, Dolcenera, Simona Molinari e Silvia Mezzanotte.

Non mancano i solisti d’eccezione: il trombettista jazz Fabrizio Bosso e il pianista Nazzareno Carusi, raffinato interprete del repertorio pianistico dal ‘700 ai giorni nostri.

Tante e importanti le voci liriche che calcano il prestigioso palcoscenico dell’Arena: su tutti Placido Domingo Jr. tenore e figlio d’arte. E poi la soprano Hasmik Papian (Austria), il tenore Mario Frangoulis (Grecia), la mezzo soprano Juliette Galstian (Svizzera), il basso Barsegh Tumanyan (Armenia), il tenore Vincenzo Costanzo (Italia), la mezzo soprano Varduhi Khachatryan (Svizzera) e la soprano Rosy Anoush Svazlian (USA).

Una menzione speciale va al suonatore di duduk Gevorg Dabaghyan (Armenia) sensibile interprete del flauto tipico della tradizione musicale armena. Contaminazioni folk e rock infine con il gruppo Gabriel Wegner & Creative crimes (Italia).

Per info e biglietti:

http://www.amenproject.net/     info@amenproject.net

http://www.ticketmaster.de/event/amen-project-tickets/145373

http://www.ticketone.it/amen-biglietti-verona.html?affiliate=ITT&doc=artistPages/tickets&fun=artist&action=tickets&key=1481967$6362326

Ufficio Stampa: Sig.ra Cecilia Leo

cecilialeo79@gmail.com; +39 3339287849

 

 

 

Osservatorio sul Pluralismo Religioso

“Osservatorio sul pluralismo religioso”

L’Osservatorio è frutto della collaborazione fra alcune Università italiane: L’Università Cattolica di Milano (Centro di Ricerca WWELL – Dip. Sociologia), l’Università di Palermo (Dip. SPPF), l’Università di Bologna (Dip. Scienze dell’Educazione) e il GRIS (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa). Recentemente si è aggiunto al gruppo di ricerca l’Osservatorio Pluralismo Religioso di Torino.
L’Osservatorio è attualmente attivo in quattro Regioni: Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Sicilia.


 

Osservatorio sul Pluralismo Religioso

Premessa

L’accentuarsi dei processi di globalizzazione e pluralismo non ha portato, come si è a lungo creduto, all’eclissi delle religioni. In molti casi, l’appartenenza e la pratica religiosa sembrano fare da argine al rischio di anomia implicito nel confronto ravvicinato fra culture, stili di vita, valori. La religione acquista oggi una nuova e diversa rilevanza nella vita degli individui e dei gruppi che si manifesta, a volte drammaticamente, all’interno e all’esterno della nostra società. Alla rinnovata pregnanza del fattore religione non corrisponde un adeguato investimento conoscitivo. Il pluralismo è spesso affrontato dal punto di vista demografico, economico o come emergenza sociale, tralasciando le componenti culturali. Riteniamo invece che le politiche di accoglienza per la costruzione di una pacifica “comunità interculturale”, spesso al centro dei programmi politici e amministrativi, dovrebbero prevedere la conoscenza delle diversità culturali e religiose. Ciò appare implicito, ad esempio, nel Programma Triennale 2014 dell’Osservatorio dell’Emilia Romagna sul fenomeno migratorio, che si pone l’obiettivo di: favorire “una consapevolezza interculturale diffusa e responsabile” che faccia maturare “un atteggiamento positivo verso la diversità e dare solide garanzie in tema di diritti fondamentali e parità di trattamento” (cfr. Immigrazione straniera in Emilia-Romagna, Edizione 2014, nel sito della Regione). La creazione di un Osservatorio permanente sul pluralismo religioso vuole rispondere a questa esigenza conoscitiva.

Il pluralismo religioso può essere un fattore di arricchimento culturale. Tuttavia non sempre le religioni sono funzionali al processo di integrazione dei migranti e, in alcuni casi, possono trasformarsi in motivo di chiusura e ghettizzazione, presupposto per lo sviluppo di comportamenti devianti o anti-sociali (si veda in proposito il numero monografico di Religioni e Sette nel mondo: Le religioni degli immigrati come fattore di dis/integrazione sociale, 2009/1). Anche se diversi studi hanno messo a fuoco il tema del pluralismo religioso, è mancata fino a tempi recenti un’indagine sistematica volta a conoscerne la consistenza – quantitativa e qualitativa – e la distribuzione geografica. A tale esigenza ha risposto in parte una ricerca, cui ha collaborato il GRIS, confluita nel volume a cura di Enzo Pace, Le religioni nell’Italia che cambia. Mappe e bussole, Carocci, Roma, 2013. Da essa emergono due aspetti. Da un lato la grande varietà religiosa riscontrabile in ogni parte del nostro Paese. Dall’altro la precarietà di qualunque mappatura, per quanto accurata. La realtà è risultata infatti “liquida”, sia per la mobilità degli aderenti alle religioni, molti dei quali migranti, sia per il succedersi delle diverse generazioni che esprimono esigenze differenziate.

Il progetto

L’Osservatorio nasce dalla costatazione dell’insufficienza di qualsiasi mappatura. Questa infatti, se costituisce un momento ineludibile, fotografando la realtà in un momento particolare, non è in grado di spiegare le tendenze e le dinamiche del pluralismo. Ciò può farsi solo con un’osservazione prolungata e sistematica, in aree significative, che evidenzi le trasformazioni nei singoli gruppi, la loro mobilità geografica, le variazioni nella loro composizione, nella dottrina e nelle pratiche, le tensioni, le difficoltà di comunicazione fra di loro e con la società.

L’Osservatorio è frutto della collaborazione fra alcune Università italiane: L’Università Cattolica di Milano (Centro di Ricerca WWELL – Dip. Sociologia), l’Università di Palermo (Dip. SPPF), l’Università di Bologna (Dip. Scienze dell’Educazione) e il GRIS (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa). Recentemente si è aggiunto al gruppo di ricerca l’Osservatorio Pluralismo Religioso di Torino che studia la realtà piemontese. Da diversi anni il GRIS è impegnato nella raccolta di informazioni sulle presenze religiose. Avendo partecipato a ricerche su questi temi, possiede – nelle aree in cui è attivo – una mappa relativamente esaustiva che costituisce il punto di partenza per il lavoro di aggiornamento e approfondimento qualitativo.

L’Osservatorio è attualmente attivo in quattro Regioni: Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Sicilia. Fra le attività previste: la scrittura di rapporti periodici sulle principali dinamiche religiose nelle aree di indagine, l’organizzazione di eventi che coinvolgano diverse realtà religiose e altri eventi aperti al pubblico che socializzino le conoscenze acquisite. L’intendimento è di allargare il progetto ad altre Regioni coinvolgendo Università e centri di ricerca locali. In particolare la ricerca si svolge nelle seguenti modalità:

  • Definizione delle aree in cui si svolgerà la ricerca. (Attualmente il lavoro è avviato in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Sicilia) e formazione delle equipe di ricerca locali
  • Recupero di dati già esistenti e loro aggiornamento utilizzando le notizie reperibili su testi a stampa, in rete e instaurando rapporti con leader e fedeli, che segnalino l’esistenza di realtà più difficili da censire. (Attualmente la ricerca riguarda l’islam).
  • Schedatura delle realtà così rilevate in base ad alcuni parametri (filone religioso, leadership, ritualità, numero di fedeli, storia del gruppo, indirizzo, recapiti) che verranno periodicamente aggiornati
  • Coinvolgimento delle realtà censite attraverso mailing list, newsletter e forum di discussione (Facebook, ecc.)
  • Elaborazione di una mappa “qualitativa” che entri nel merito dei contenuti di fede, della ritualità, della qualità dei fedeli coinvolti e dei cambiamenti che intervengono nel tempo
  • Stesura di rapporti periodici sulle dinamiche religiose all’interno di ciascuna area di indagine
  • Organizzazione di eventi (convegni, conferenze stampa) volti alla diffusione delle conoscenze acquisite e alla sensibilizzazione sulle tematiche del pluralismo religioso.

 

Responsabile del progetto:

Giuseppe Ferrari – Segretario Nazionale del GRIS (ferrari.g@gris.org)

 Comitato scientifico:

Coordinatore: Pino Lucà Trombetta – Sociologo (giuseppe.luca@unibo.it)

Luigi Berzano – Direttore Osservatorio pluralismo religioso di Torino (luigi.berzano@tin.it)

Tullio Di Fiore – Presidente GRIS Sicilia (tulliodifioregris@libero.it)

Elisabetta Di Giovanni – Università di Palermo (elisabetta.digiovanni@unipa.it)

Stefano Martelli, – Università di Bologna (s.martelli@unibo.it)

Laura Zanfrini – Università Cattolica di Milano (laura.zanfrini@unicatt.it)

 Ricercatori:

Martina Ferraro, Università di Bologna (martina.ferraro2@studio.unibo.it)

Giovanni Castiglioni – Università Cattolica di Milano (Giovanni.Castiglioni@unicatt.it)

Antonella Palazzo – Università di Palermo (antonellapalazzo84@gmail.com)

 Segreteria scientifica:

Annamaria Fantauzzi – Antropologa, Università di Torino (annamaria.fantauzzi@unito.it)

 

Video convegno “Armenia metamorfosi fra memoria e identità”

Da oggi è possibile vedere i video di tutti gli interventi del convegno “Armenia metamorfosi fra memoria e identità”  svoltosi tra il 23 e il 28 marzo 2015 collegandosi al nuovo canale Youtube della sezione Sociologia della religione dell’AIS all’indirizzo:

https://www.youtube.com/channel/UCC9Oj9bGj7c-b8cAbR51zEg/feed

Comunicato e rassegna stampa eventi “Armenia, metamorfosi fra memoria e identità”

Comunicato stampa eventi per ricordare il centenario del genocidio armeno alla cui organizzazione ha contribuito la Sezione Ais di Sociologia della Religione.

download (1)

 

 

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La rassegna stampa degli articoli usciti sulle iniziative che si svolgeranno a Roma per ricordare il centenario del genocidio degli armeni

http://www.panorama.it/cultura/arte-idee/armenia/

http://www.ansa.it/nuova_europa/it/notizie/rubriche/altrenews/2015/03/23/centenario-genocidio-armeno-settimana-incontri-a-roma_1c96024e-1f76-4f15-89c9-e465d68bba9d.html

http://riforma.it/it/articolo/2015/05/08/larmenia-gli-armeni-cento-anni-dopo

http://popoffquotidiano.it/2015/03/20/cento-anni-dal-genocidio-armeno/

http://new.livestream.com/hammermuseum/ravishedarmenia

http://www.nev.it/archivio/NEV_7770001695.html

http://viewsofthemuse.com/art-style-and-all-that-matters/

Servizio sugli Armeni  andato in onda il 12 e 13 aprile verso l’1 di notte e il 20 mattina alle 8 su Raidue all’interno di Protestantesimo