Call genere e religioni e religioni ed educazione

In occasione del  prossimo Convegno nazionale dell’AIS, che si svolgerà a Verona, 10-12 Novembre del 2016

(http://www.ais-sociologia.it/event-items/disuguaglianze-giustizia-equita-nel-contesto-globale-xi-convegno-ais/),

 

la sezione ha promosso due call in collaborazione con AIS Educazione e AIS Studi di genere.

Di seguito i dettagli e in allegato le call.

Si prega di prestare attenzione alle scadenze (differenti) e agli indirizzi mail cui mandare le proposte.

AIS_GENERE_RELIGIONE

Scadenza invio abstract: 30 luglio 2016

Indirizzo cui inviare l’abstract:  genere.religione.ais@gmail.com

Notifica accettazione:  30 agosto 2016.

Scaricare la call Genere e religione

 

AIS_EDUCAZIONE_RELIGIONE

Scadenza invio abstract: 30 luglio 2016

Indirizzo cui inviare l’abstract:  religione.educazione.ais@gmail.com

Notifica accettazione: 30 agosto 2016.

Scaricare la call Religione ed educazione

New Religious Movements and the Visual Arts

Si segnala l’uscita del del nuovo numero della rivista Nova Religio (Vol. 19, No. 4, May 2016) (http://nr.ucpress.edu/content/19/4), pubblicata da University of California Press. Si tratta di un numero monografico curato da Massimo Introvigne sul tema “New Religious Movements and the Visual Arts”. Un articolo del numero  “All the Heavens in your Hands’. Oberto Airaudi and the Art of Damanhur”  di Pieluigi Zoccatelli è scaricabile  gratuitamente come anteprima all’indirizzo  http://nr.ucpress.edu/content/19/4/145.full.pdf+html.

Genesi e storia del pensiero musulmano contemporaneo

Genesi e storia del pensiero musulmano contemporaneo. Dalla crisi dell’Impero Ottomano ai nostri giorni

Tre i livelli di indagine:

Analisi delle dinamiche geopolitiche, trasformazione delle strutture sociali,i protagonisti e le sfide ( storia del pensiero).

Questo approccio ci permette di non sottrarre i protagonisti di questa storia al contesto socio politico in cui hanno operato e di organizzare il nostro percorso a partire dal dibattito interno alle realtà del mondo musulmano,  distinguendo tra chi ha  dedicato la sua analisi ai temi della modernità: libertà di coscienza, laicità,diritti, democrazia ecc., chi ha affrontato le stesse questioni in un ottica più giuridica o con una maggiore attenzione alle dinamiche sociali,  ponendosi il problema del rapporto tra Stato nazionale e Umma, tra tradizione e modernità e chi, invece, si è avventurato sul terreno di una rinnovata interpretazione del testo coranico.

Il seminario si terrà  di venerdì dalle ore 9, 30 alle ore 12, nella sede  del Centro Teologico, in Corso Stati Uniti 11/H (Torino).

Sette incontri tra Marzo e Maggio, così suddivisi:

Venerdì 4 e 18 Marzo, venerdì 1, 15 e 29 Aprile, venerdì 13 e 27 Maggio.

Docenti del seminario: Adel Jabbar e Federico Avanzini

Tutti coloro che intendono partecipare al seminario sono pregati di comunicarlo alla segreteria del Centro Teologico tel. 011 5629760 (ore ufficio: dalle  9,30 alle 13  e dalle 14 alle 18), al fine di consentire di preparare al meglio il materiale didattico.

 

Settimana dell’Armonia tra le Fedi – Roma 2016

PROGRAMMA DELLE ATTIVITA’

Settimana dell’Armonia tra le Fedi – Roma 2016

World Interfaith Harmony Week –                                                                     

 

31 gennaio /8 febbraio

MOSTRA DONNE IN ARTE Espressioni di armonia tra le fedi

Museo Mastroianni Complesso Museale di San Salvatore in Lauro Piazza S. Salvatore in Lauro  15

Apertura domenica 31 gennaio h.10.30

orari h. lun.-ven- 10.30-13.-30 e 15.30.18.30    sab e dom. 10.00 – 12.00

 

17 febbraio h.10.00

Visita guidata  al Ghetto, al Museo Ebraico e Tempio Maggiore

 lungotevere Cenci – Piazza Gerusalemme ( con prenotazione via email tirdiroma@gmail.com)

 

20 febbraio h. 11.00

Visita Tempio Hua Yi Si  Pagoda cinese 

via dell’Omo 142 00155 Roma ( con prenotazione via email tirdiroma@gmail.com)

 

28 febbraio

Open Day Grande Moschea con visita guidata

Via Anna Magnani Roma

 

24 febbraio, alle ore 17:45

 “Le religioni invisibili: il miracolo quotidiano dell’occultamento mediatico.”

Presentazione rivista Coscienza e libertà

Fondazione Lelio Basso Via della Dogana Vecchia, 5, 00186 Roma

 

ATTIVITA’ con il PATROCINIO DEL TAVOLO INTERRELIGIOSO DI ROMA:

  • 5 febbraio h. 18.00 TEOFONIA ARMONIA TRA LE FEDI Musica e danza Cristiana Indiana Sufi Conservatorio di Santa Cecilia via dei Greci 18 Roma
  • 20 febbraio h. 18.00 Inaugurazione Mostra fotografica: Oriente Crocevia di fedi di Loriano Bigi Atelier PAEMA via Clementina 7 Roma

Nasce CRAFT “Contemporary Religions And Faiths in Transition”

Nasce CRAFT “Contemporary Religions And Faiths in Transition”, centro di ricerca del Dipartimento di Culture, Politiche e Società dell’Università di Torino.

CRAFT si propone di contribuire alla comprensione di questi fenomeni attraverso un approccio multidisciplinare, grazie all’apporto di sociologi, storici, scienziati politici, geografi, teologi e antropologi, utilizzando metodi di ricerca sia qualitativi sia quantitativi.I principali temi di ricerca sono:

  • Religione, democrazia e diritti umani
  • Religioni, generi, pluralismo e migrazioni
  • Religioni indigene nel mondo contemporaneo
  • Tradizione e innovazione religiosa
  • Religioni, economia e consumi

Per informazioni:
http://www.dcps.unito.it/do/home.pl/View?doc=craft.html.

Ricordo di Sabino Acquaviva di Maria Immacolata Macioti e di Luigi Berzano

In ricordo di Sabino Acquaviva (Padova 29 aprile 1927- Padova 30 dicembre 2015

Maria Immacolata Macioti

Mi ricordo che la presidenza, in un periodo difficile (1977-’78), e poi la direzione del Dipartimento di sociologia  (1985-’88) l’avevano piuttosto provato.I più vecchi tra i sociologi della religione ricordano ancora un mercuriale Sabino Acquaviva incapace di restare fermo per più di cinque minuti, che ballava sulla sedia, vivace sul piano intellettuale come sul quello fisico, pronto ad accese discussioni subito troncate da un appetitoso piatto di pasta asciutta in arrivo. Il mio più lontano ricordo risale a un convegno internazionale in Olanda, con la SISR. C’era, secondo me, un simpatico collega cui istintivamente avevo dato del tu, scoprendo più tardi che si trattava del prestigioso ordinario Sabino Acquaviva, autore del fortunato libro L’eclissi del sacro nella società industriale (1961). Chiarito il mio equivoco, il tu era rimasto, da lui pienamente autorizzato.

Poi, il suo trasloco a Roma, dove dirigeva la struttura culturale della Rai, collaborando con Sergio Zavoli. Stranamente, la vicinanza geografica invece di portare con sé un avvicinamento ha comportato un certo  allontanamento. Raro incontrarlo, se non per caso, magari entrando o uscendo dalla sede Rai di Viale Mazzini. Era invece molto presente come scrittore e giornalista. Credo ci fosse stato, da parte sua, un certo disappunto circa le tesi sostenute, negli anni ’80, da Ferrarotti, da noi che con lui lavoravamo, circa un fiorire del bisogno del sacro, non appena si usciva dall’ambito strettamente cattolico. Con grandi difficoltà e con fatica stavano emergendo studi su diverse religioni mondiali rilevanti, come l’Islam, nella stessa Università di Padova. Lui si era intanto spostato su altri fronti, altri interessi: basti ricordare Fatica d’amare, edito da Rusconi, del 1983, o In principio era il corpo (Borla, 1983). Però la religione non era stata totalmente abbandonata, tanto che negli anni ’90 usciranno Eros, morte ed esperienze religiose, Laterza 1993 e Sociologia delle religioni. Problemi e prospettive, Carocci 1996. E come non dargli ragione, in qualche modo, circa la decadenza dell’Europa (L’eclissi dell’Europa. Decadenza e fine di una civiltà Editori Riuniti, 2007)?. Solo ora, guardando in internet la sua bibliografia, mi accorgo del suo scritto Dio dopo Dio. Diario 1964-2005, uscito nel 2007: cercherò di rimediare, consapevole dell’interesse che può avere questo libro anche per meglio comprendere il suo pensiero.

Aveva sempre ragionato, a mio ricordo, in termini statistico-quantitativi. Trovava inutili gli studi che con fatica stavamo introducendo, a fine anni ’70, sui nuovi Movimenti Religiosi: statisticamente insignificanti, a suo parere. Tempo perso. Né gli interessava l’approccio qualitativo alla ricerca: era convinto che cifre e percentuali fossero determinanti.

Ora che non potremmo più avere accesi dibattiti, discussioni dure e amichevoli con lui, mi rincresce particolarmente del suo distacco dalla sezione di Sociologia della religione, che pure a suo tempo mi pare avesse presieduto. Leggerò il suo diario non appena possibile. Forse un giovane studioso di oggi potrà riprendere utilmente il suo pensiero. Certamente chi lo ha conosciuto in anni lontani non dimenticherà questo brillante sociologo, la sua simpatia, la sua affabilità.


Il neopositivismo logico di Acquaviva

Luigi Berzano

La generazione dei sociologi italiani laureati in sociologia a inizio anni Settanta – tra i quali il sottoscritto –  si confrontò seriamente con la questione del metodo e della quantificazione dei dati. Non mancava chi indicasse i rischi che un rigido “ascetismo metodologico” potesse oscurare le questioni e i problemi sociali di quel periodo dell’autunno caldo operaio e studentesco. Si pose in tale contesto l’innovativa proposta metodologica di Sabino Samele Acquaviva e la sua via teorica logico-assiomatica. Si trattò di un apporto teorico rilevante nella fase della rinascente sociologia dopo il regime fascista; apporto che tuttora non può essere dimenticato. I Quaderni di sociologia, dagli anni 1954-1958, accolsero alcuni contributi di Acquaviva che affrontavano la proposta metodologica di una sociologia ispirata all’indirizzo più formalizzante ed assiomatizzante del neopositivismo logico.

Si vedano in particolare gli interventi di Acquaviva: Impostazione rigorosa di alcuni problemi di sociologia pura, in  Quaderni di sociologia, III, 1954, n. Il, pp. 27-41; Sociologia e linguaggio matematico, ivi, v, 1955, pp. 186-93; Nuovi strumenti per vecchi problemi. Logica e logica simbolica, in Memorie dell’Accademia Patavina di Scienze, Lettere ed Arti, LXIX, 1956-57; Alcuni argomenti per una fondazione assiomatica della sociologica dinamica, ivi, VII, 1957, n. 24, pp. 72-85; il saggio in volume Sociologia dinamica, Marsilio, Padova 1957. Si vedano inoltre Alcuni argomenti per una fondazione assiomatica della sociologia religiosa, in Sociologia religiosa, ll, 1958, n. 2, pp. 119-33. Tutti questi studi saranno poi ripresi da Acquaviva in  Il problema della logica nelle scienze umane, Marsilio, Padova 1964.

Acquaviva, nella proposta di assiomatizzare il linguaggio sociologico, non escludeva neppure l’interpretazione del concetto di “classe sociale”. Proposta che, in campo marxista, sollevò subito sospetti e critiche sia verso Acquaviva che verso la rinascita della sociologia dopo gli anni Cinquanta.

In realtà Acquaviva intendeva risolvere  le «debolezze nella metodologia delle scienze sociali» con l’adottare una logica per le scienze sociali che si impadronisse dei contributi della logica simbolica neopositivistica, difendendosi però dal suo fisicalismo. «Al sociologo ignaro della problematica scientifica  tutto ciò può sembrare fuori della concretezza. (. . . ) Ma quale è il giudizio sulla rigorosità delle tecniche?». Così si chiedeva Acquaviva nel citato volume del 1964 e concludeva indicante il lavoro logico come propedeutico ed  essenziale nella ricerca sociologica.

La proposta metodologica formale di Acquaviva suscitò vivaci reazioni, oltre a quelle già citate, anche nel mondo dei sociologi. Tra queste vi fu la critica del sociologo torinese  Gian Antonio Gilli, autore nel 1971 del volume Come si fa ricerca, che si chiedeva «che cosa può aver spinto Acquaviva a valersi di uno strumento così complesso come la logica simbolica e così difficile da maneggiare» (G. A. Gilli, La logica delle scienze sociali, in Quaderni di sociologia, XIV, 1964, p. 478). Era chiara l’allusione ai pericoli di un linguaggio per iniziati e di una scienza complessa e riservata al gruppo che la riproduce.

E’ da dire che tale complesso apparato simbolico si attenuò in parte nelle immediate successive pubblicazioni di Acquaviva su Automazione e nuova classe sociale (1958) e poi L’eclisse del sacro nella società industriale (1961). che ebbero grande successo editoriale. Però, nella storia della cumulatività della sociologia italiana quel primo periodo della sociologia metodologica di Acquaviva non è dimenticato.

Luigi Berzano

Campus Luigi Einaudi, Torino

 


Il sito dell’AIS ha ricordato l’opera e la figura di Sabino Acquaviva. Il testo può essere recuperato a questo indirizzo.

Segnalazione: Osservatorio sul Pluralismo Religioso

Osservatorio sul Pluralismo Religioso

Premessa

L’accentuarsi dei processi di globalizzazione e pluralismo non ha portato, come si è a lungo creduto, all’eclissi delle religioni. In molti casi, l’appartenenza e la pratica religiosa sembrano fare da argine al rischio di anomia implicito nel confronto ravvicinato fra culture, stili di vita, valori. La religione acquista oggi una nuova e diversa rilevanza nella vita degli individui e dei gruppi che si manifesta, a volte drammaticamente, all’interno e all’esterno della nostra società. Alla rinnovata pregnanza del fattore religione non corrisponde un adeguato investimento conoscitivo. Il pluralismo è spesso affrontato dal punto di vista demografico, economico o come emergenza sociale, tralasciando le componenti culturali. Riteniamo invece che le politiche di accoglienza per la costruzione di una pacifica “comunità interculturale”, spesso al centro dei programmi politici e amministrativi, dovrebbero prevedere la conoscenza delle diversità culturali e religiose. Ciò appare implicito, ad esempio, nel Programma Triennale 2014 dell’Osservatorio dell’Emilia Romagna sul fenomeno migratorio, che si pone l’obiettivo di: favorire “una consapevolezza interculturale diffusa e responsabile” che faccia maturare “un atteggiamento positivo verso la diversità e dare solide garanzie in tema di diritti fondamentali e parità di trattamento” (cfr. Immigrazione straniera in Emilia-Romagna, Edizione 2014, nel sito della Regione). La creazione di un Osservatorio permanente sul pluralismo religioso vuole rispondere a questa esigenza conoscitiva.

Il pluralismo religioso può essere un fattore di arricchimento culturale. Tuttavia non sempre le religioni sono funzionali al processo di integrazione dei migranti e, in alcuni casi, possono trasformarsi in motivo di chiusura e ghettizzazione, presupposto per lo sviluppo di comportamenti devianti o anti-sociali (si veda in proposito il numero monografico di Religioni e Sette nel mondo: Le religioni degli immigrati come fattore di dis/integrazione sociale, 2009/1). Anche se diversi studi hanno messo a fuoco il tema del pluralismo religioso, è mancata fino a tempi recenti un’indagine sistematica volta a conoscerne la consistenza – quantitativa e qualitativa – e la distribuzione geografica. A tale esigenza ha risposto in parte una ricerca, cui ha collaborato il GRIS, confluita nel volume a cura di Enzo Pace, Le religioni nell’Italia che cambia. Mappe e bussole, Carocci, Roma, 2013. Da essa emergono due aspetti. Da un lato la grande varietà religiosa riscontrabile in ogni parte del nostro Paese. Dall’altro la precarietà di qualunque mappatura, per quanto accurata. La realtà è risultata infatti “liquida”, sia per la mobilità degli aderenti alle religioni, molti dei quali migranti, sia per il succedersi delle diverse generazioni che esprimono esigenze differenziate.

Il progetto

L’Osservatorio nasce dalla costatazione dell’insufficienza di qualsiasi mappatura. Questa infatti, se costituisce un momento ineludibile, fotografando la realtà in un momento particolare, non è in grado di spiegare le tendenze e le dinamiche del pluralismo. Ciò può farsi solo con un’osservazione prolungata e sistematica, in aree significative, che evidenzi le trasformazioni nei singoli gruppi, la loro mobilità geografica, le variazioni nella loro composizione, nella dottrina e nelle pratiche, le tensioni, le difficoltà di comunicazione fra di loro e con la società.

L’Osservatorio è frutto della collaborazione fra alcune Università italiane e il GRIS – Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa. Le Università coinvolte sono: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (Dipartimento di Sociologia – Centro di Ricerca WWELL); Università degli Studi di Bologna (Dipartimento di Scienze dell’Educazione e Dipartimento di Storia Culture Civiltà); Università degli Studi di Palermo (Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche e della Formazione); Università di Roma “La Sapienza” (Dipartimento di Storia, Culture e Religioni; Master in Religioni e mediazione culturale). Del gruppo di ricerca fa parte anche l’Osservatorio Pluralismo Religioso di Torino che da diversi anni studia la realtà piemontese. Ai fini della ricerca l’Osservatorio sottoscrive accordi con associazioni culturali e religiose desiderose di collaborare al progetto. Per la parte di ricerca riguardante l’Islam è stato sottoscritto un accordo con l’Associazione per la Fondazione Islamica Italiana, mentre sono in corso trattative di convenzione con altre associazioni islamiche (UCOI, Confederazione islamica). Da diversi anni il GRIS è impegnato nella raccolta di informazioni sulle presenze religiose che costituiscono il punto di partenza per il lavoro di aggiornamento e approfondimento qualitativo.

L’Osservatorio è attualmente attivo in cinque Regioni: Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte e Sicilia. Fra le attività previste: la scrittura di rapporti periodici sulle principali dinamiche religiose nelle aree di indagine, l’organizzazione di eventi che coinvolgano diverse realtà religiose e altri eventi aperti al pubblico che socializzino le conoscenze acquisite. L’intendimento è di allargare il progetto ad altre Regioni coinvolgendo Università e centri di ricerca locali.

 

La ricerca si svolge nelle seguenti modalità:

  • Definizione delle aree in cui si svolgerà la ricerca. (Attualmente il lavoro è avviato in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna Lazio e Sicilia) e formazione delle equipe di ricerca locali
  • Recupero di dati già esistenti e loro aggiornamento utilizzando le notizie reperibili su testi a stampa, in rete e instaurando rapporti con leader e fedeli, che segnalino l’esistenza di realtà più difficili da censire. (Attualmente la ricerca riguarda l’islam).
  • Schedatura delle realtà così rilevate in base ad alcuni parametri (filone religioso, leadership, ritualità, numero di fedeli, storia del gruppo, indirizzo, recapiti) che verranno periodicamente aggiornati
  • Coinvolgimento delle realtà censite attraverso mailing list, newsletter e forum di discussione (Facebook, ecc.)
  • Elaborazione di una mappa “qualitativa” che entri nel merito dei contenuti di fede, della ritualità, della qualità dei fedeli coinvolti e dei cambiamenti che intervengono nel tempo
  • Stesura di rapporti periodici sulle dinamiche religiose all’interno di ciascuna area di indagine
  • Organizzazione di eventi (convegni, conferenze stampa) volti alla diffusione delle conoscenze acquisite e alla sensibilizzazione sulle tematiche del pluralismo religioso.

Responsabile del progetto:

Giuseppe Ferrari – Segretario Nazionale del GRIS (ferrari.g@gris.org)

Comitato scientifico:

Coordinatore: Pino Lucà Trombetta – Sociologo (giuseppe.luca@unibo.it)

Luigi Berzano – Direttore Osservatorio pluralismo religioso di Torino (luigi.berzano@tin.it)

Tullio Di Fiore – Presidente GRIS Sicilia (tulliodifioregris@libero.it)

Elisabetta Di Giovanni – Università di Palermo (elisabetta.digiovanni@unipa.it)

Stefano Martelli, – Università di Bologna (s.martelli@unibo.it)

Cristiana Natali – Università di Bologna (cristiana.natali@unibo.it)

Paolo Naso – Università di Roma “La Sapienza” (p.naso@tin.it)

Laura Zanfrini – Università Cattolica di Milano (laura.zanfrini@unicatt.it)

 

Ricercatori:

Martina Ferraro, Università di Bologna (martina.ferraro2@studio.unibo.it)

Giovanni Castiglioni – Università Cattolica di Milano (Giovanni.Castiglioni@unicatt.it)

Antonella Palazzo – Università di Palermo (antonellapalazzo84@gmail.com)

 

Segreteria scientifica:

Annamaria Fantauzzi – Antropologa, Università di Torino (annamaria.fantauzzi@unito.it)