Ricordo di Sabino Acquaviva di Maria Immacolata Macioti e di Luigi Berzano

In ricordo di Sabino Acquaviva (Padova 29 aprile 1927- Padova 30 dicembre 2015

Maria Immacolata Macioti

Mi ricordo che la presidenza, in un periodo difficile (1977-’78), e poi la direzione del Dipartimento di sociologia  (1985-’88) l’avevano piuttosto provato.I più vecchi tra i sociologi della religione ricordano ancora un mercuriale Sabino Acquaviva incapace di restare fermo per più di cinque minuti, che ballava sulla sedia, vivace sul piano intellettuale come sul quello fisico, pronto ad accese discussioni subito troncate da un appetitoso piatto di pasta asciutta in arrivo. Il mio più lontano ricordo risale a un convegno internazionale in Olanda, con la SISR. C’era, secondo me, un simpatico collega cui istintivamente avevo dato del tu, scoprendo più tardi che si trattava del prestigioso ordinario Sabino Acquaviva, autore del fortunato libro L’eclissi del sacro nella società industriale (1961). Chiarito il mio equivoco, il tu era rimasto, da lui pienamente autorizzato.

Poi, il suo trasloco a Roma, dove dirigeva la struttura culturale della Rai, collaborando con Sergio Zavoli. Stranamente, la vicinanza geografica invece di portare con sé un avvicinamento ha comportato un certo  allontanamento. Raro incontrarlo, se non per caso, magari entrando o uscendo dalla sede Rai di Viale Mazzini. Era invece molto presente come scrittore e giornalista. Credo ci fosse stato, da parte sua, un certo disappunto circa le tesi sostenute, negli anni ’80, da Ferrarotti, da noi che con lui lavoravamo, circa un fiorire del bisogno del sacro, non appena si usciva dall’ambito strettamente cattolico. Con grandi difficoltà e con fatica stavano emergendo studi su diverse religioni mondiali rilevanti, come l’Islam, nella stessa Università di Padova. Lui si era intanto spostato su altri fronti, altri interessi: basti ricordare Fatica d’amare, edito da Rusconi, del 1983, o In principio era il corpo (Borla, 1983). Però la religione non era stata totalmente abbandonata, tanto che negli anni ’90 usciranno Eros, morte ed esperienze religiose, Laterza 1993 e Sociologia delle religioni. Problemi e prospettive, Carocci 1996. E come non dargli ragione, in qualche modo, circa la decadenza dell’Europa (L’eclissi dell’Europa. Decadenza e fine di una civiltà Editori Riuniti, 2007)?. Solo ora, guardando in internet la sua bibliografia, mi accorgo del suo scritto Dio dopo Dio. Diario 1964-2005, uscito nel 2007: cercherò di rimediare, consapevole dell’interesse che può avere questo libro anche per meglio comprendere il suo pensiero.

Aveva sempre ragionato, a mio ricordo, in termini statistico-quantitativi. Trovava inutili gli studi che con fatica stavamo introducendo, a fine anni ’70, sui nuovi Movimenti Religiosi: statisticamente insignificanti, a suo parere. Tempo perso. Né gli interessava l’approccio qualitativo alla ricerca: era convinto che cifre e percentuali fossero determinanti.

Ora che non potremmo più avere accesi dibattiti, discussioni dure e amichevoli con lui, mi rincresce particolarmente del suo distacco dalla sezione di Sociologia della religione, che pure a suo tempo mi pare avesse presieduto. Leggerò il suo diario non appena possibile. Forse un giovane studioso di oggi potrà riprendere utilmente il suo pensiero. Certamente chi lo ha conosciuto in anni lontani non dimenticherà questo brillante sociologo, la sua simpatia, la sua affabilità.


Il neopositivismo logico di Acquaviva

Luigi Berzano

La generazione dei sociologi italiani laureati in sociologia a inizio anni Settanta – tra i quali il sottoscritto –  si confrontò seriamente con la questione del metodo e della quantificazione dei dati. Non mancava chi indicasse i rischi che un rigido “ascetismo metodologico” potesse oscurare le questioni e i problemi sociali di quel periodo dell’autunno caldo operaio e studentesco. Si pose in tale contesto l’innovativa proposta metodologica di Sabino Samele Acquaviva e la sua via teorica logico-assiomatica. Si trattò di un apporto teorico rilevante nella fase della rinascente sociologia dopo il regime fascista; apporto che tuttora non può essere dimenticato. I Quaderni di sociologia, dagli anni 1954-1958, accolsero alcuni contributi di Acquaviva che affrontavano la proposta metodologica di una sociologia ispirata all’indirizzo più formalizzante ed assiomatizzante del neopositivismo logico.

Si vedano in particolare gli interventi di Acquaviva: Impostazione rigorosa di alcuni problemi di sociologia pura, in  Quaderni di sociologia, III, 1954, n. Il, pp. 27-41; Sociologia e linguaggio matematico, ivi, v, 1955, pp. 186-93; Nuovi strumenti per vecchi problemi. Logica e logica simbolica, in Memorie dell’Accademia Patavina di Scienze, Lettere ed Arti, LXIX, 1956-57; Alcuni argomenti per una fondazione assiomatica della sociologica dinamica, ivi, VII, 1957, n. 24, pp. 72-85; il saggio in volume Sociologia dinamica, Marsilio, Padova 1957. Si vedano inoltre Alcuni argomenti per una fondazione assiomatica della sociologia religiosa, in Sociologia religiosa, ll, 1958, n. 2, pp. 119-33. Tutti questi studi saranno poi ripresi da Acquaviva in  Il problema della logica nelle scienze umane, Marsilio, Padova 1964.

Acquaviva, nella proposta di assiomatizzare il linguaggio sociologico, non escludeva neppure l’interpretazione del concetto di “classe sociale”. Proposta che, in campo marxista, sollevò subito sospetti e critiche sia verso Acquaviva che verso la rinascita della sociologia dopo gli anni Cinquanta.

In realtà Acquaviva intendeva risolvere  le «debolezze nella metodologia delle scienze sociali» con l’adottare una logica per le scienze sociali che si impadronisse dei contributi della logica simbolica neopositivistica, difendendosi però dal suo fisicalismo. «Al sociologo ignaro della problematica scientifica  tutto ciò può sembrare fuori della concretezza. (. . . ) Ma quale è il giudizio sulla rigorosità delle tecniche?». Così si chiedeva Acquaviva nel citato volume del 1964 e concludeva indicante il lavoro logico come propedeutico ed  essenziale nella ricerca sociologica.

La proposta metodologica formale di Acquaviva suscitò vivaci reazioni, oltre a quelle già citate, anche nel mondo dei sociologi. Tra queste vi fu la critica del sociologo torinese  Gian Antonio Gilli, autore nel 1971 del volume Come si fa ricerca, che si chiedeva «che cosa può aver spinto Acquaviva a valersi di uno strumento così complesso come la logica simbolica e così difficile da maneggiare» (G. A. Gilli, La logica delle scienze sociali, in Quaderni di sociologia, XIV, 1964, p. 478). Era chiara l’allusione ai pericoli di un linguaggio per iniziati e di una scienza complessa e riservata al gruppo che la riproduce.

E’ da dire che tale complesso apparato simbolico si attenuò in parte nelle immediate successive pubblicazioni di Acquaviva su Automazione e nuova classe sociale (1958) e poi L’eclisse del sacro nella società industriale (1961). che ebbero grande successo editoriale. Però, nella storia della cumulatività della sociologia italiana quel primo periodo della sociologia metodologica di Acquaviva non è dimenticato.

Luigi Berzano

Campus Luigi Einaudi, Torino

 


Il sito dell’AIS ha ricordato l’opera e la figura di Sabino Acquaviva. Il testo può essere recuperato a questo indirizzo.

Segnalazione: Osservatorio sul Pluralismo Religioso

Osservatorio sul Pluralismo Religioso

Premessa

L’accentuarsi dei processi di globalizzazione e pluralismo non ha portato, come si è a lungo creduto, all’eclissi delle religioni. In molti casi, l’appartenenza e la pratica religiosa sembrano fare da argine al rischio di anomia implicito nel confronto ravvicinato fra culture, stili di vita, valori. La religione acquista oggi una nuova e diversa rilevanza nella vita degli individui e dei gruppi che si manifesta, a volte drammaticamente, all’interno e all’esterno della nostra società. Alla rinnovata pregnanza del fattore religione non corrisponde un adeguato investimento conoscitivo. Il pluralismo è spesso affrontato dal punto di vista demografico, economico o come emergenza sociale, tralasciando le componenti culturali. Riteniamo invece che le politiche di accoglienza per la costruzione di una pacifica “comunità interculturale”, spesso al centro dei programmi politici e amministrativi, dovrebbero prevedere la conoscenza delle diversità culturali e religiose. Ciò appare implicito, ad esempio, nel Programma Triennale 2014 dell’Osservatorio dell’Emilia Romagna sul fenomeno migratorio, che si pone l’obiettivo di: favorire “una consapevolezza interculturale diffusa e responsabile” che faccia maturare “un atteggiamento positivo verso la diversità e dare solide garanzie in tema di diritti fondamentali e parità di trattamento” (cfr. Immigrazione straniera in Emilia-Romagna, Edizione 2014, nel sito della Regione). La creazione di un Osservatorio permanente sul pluralismo religioso vuole rispondere a questa esigenza conoscitiva.

Il pluralismo religioso può essere un fattore di arricchimento culturale. Tuttavia non sempre le religioni sono funzionali al processo di integrazione dei migranti e, in alcuni casi, possono trasformarsi in motivo di chiusura e ghettizzazione, presupposto per lo sviluppo di comportamenti devianti o anti-sociali (si veda in proposito il numero monografico di Religioni e Sette nel mondo: Le religioni degli immigrati come fattore di dis/integrazione sociale, 2009/1). Anche se diversi studi hanno messo a fuoco il tema del pluralismo religioso, è mancata fino a tempi recenti un’indagine sistematica volta a conoscerne la consistenza – quantitativa e qualitativa – e la distribuzione geografica. A tale esigenza ha risposto in parte una ricerca, cui ha collaborato il GRIS, confluita nel volume a cura di Enzo Pace, Le religioni nell’Italia che cambia. Mappe e bussole, Carocci, Roma, 2013. Da essa emergono due aspetti. Da un lato la grande varietà religiosa riscontrabile in ogni parte del nostro Paese. Dall’altro la precarietà di qualunque mappatura, per quanto accurata. La realtà è risultata infatti “liquida”, sia per la mobilità degli aderenti alle religioni, molti dei quali migranti, sia per il succedersi delle diverse generazioni che esprimono esigenze differenziate.

Il progetto

L’Osservatorio nasce dalla costatazione dell’insufficienza di qualsiasi mappatura. Questa infatti, se costituisce un momento ineludibile, fotografando la realtà in un momento particolare, non è in grado di spiegare le tendenze e le dinamiche del pluralismo. Ciò può farsi solo con un’osservazione prolungata e sistematica, in aree significative, che evidenzi le trasformazioni nei singoli gruppi, la loro mobilità geografica, le variazioni nella loro composizione, nella dottrina e nelle pratiche, le tensioni, le difficoltà di comunicazione fra di loro e con la società.

L’Osservatorio è frutto della collaborazione fra alcune Università italiane e il GRIS – Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa. Le Università coinvolte sono: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (Dipartimento di Sociologia – Centro di Ricerca WWELL); Università degli Studi di Bologna (Dipartimento di Scienze dell’Educazione e Dipartimento di Storia Culture Civiltà); Università degli Studi di Palermo (Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche e della Formazione); Università di Roma “La Sapienza” (Dipartimento di Storia, Culture e Religioni; Master in Religioni e mediazione culturale). Del gruppo di ricerca fa parte anche l’Osservatorio Pluralismo Religioso di Torino che da diversi anni studia la realtà piemontese. Ai fini della ricerca l’Osservatorio sottoscrive accordi con associazioni culturali e religiose desiderose di collaborare al progetto. Per la parte di ricerca riguardante l’Islam è stato sottoscritto un accordo con l’Associazione per la Fondazione Islamica Italiana, mentre sono in corso trattative di convenzione con altre associazioni islamiche (UCOI, Confederazione islamica). Da diversi anni il GRIS è impegnato nella raccolta di informazioni sulle presenze religiose che costituiscono il punto di partenza per il lavoro di aggiornamento e approfondimento qualitativo.

L’Osservatorio è attualmente attivo in cinque Regioni: Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte e Sicilia. Fra le attività previste: la scrittura di rapporti periodici sulle principali dinamiche religiose nelle aree di indagine, l’organizzazione di eventi che coinvolgano diverse realtà religiose e altri eventi aperti al pubblico che socializzino le conoscenze acquisite. L’intendimento è di allargare il progetto ad altre Regioni coinvolgendo Università e centri di ricerca locali.

 

La ricerca si svolge nelle seguenti modalità:

  • Definizione delle aree in cui si svolgerà la ricerca. (Attualmente il lavoro è avviato in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna Lazio e Sicilia) e formazione delle equipe di ricerca locali
  • Recupero di dati già esistenti e loro aggiornamento utilizzando le notizie reperibili su testi a stampa, in rete e instaurando rapporti con leader e fedeli, che segnalino l’esistenza di realtà più difficili da censire. (Attualmente la ricerca riguarda l’islam).
  • Schedatura delle realtà così rilevate in base ad alcuni parametri (filone religioso, leadership, ritualità, numero di fedeli, storia del gruppo, indirizzo, recapiti) che verranno periodicamente aggiornati
  • Coinvolgimento delle realtà censite attraverso mailing list, newsletter e forum di discussione (Facebook, ecc.)
  • Elaborazione di una mappa “qualitativa” che entri nel merito dei contenuti di fede, della ritualità, della qualità dei fedeli coinvolti e dei cambiamenti che intervengono nel tempo
  • Stesura di rapporti periodici sulle dinamiche religiose all’interno di ciascuna area di indagine
  • Organizzazione di eventi (convegni, conferenze stampa) volti alla diffusione delle conoscenze acquisite e alla sensibilizzazione sulle tematiche del pluralismo religioso.

Responsabile del progetto:

Giuseppe Ferrari – Segretario Nazionale del GRIS (ferrari.g@gris.org)

Comitato scientifico:

Coordinatore: Pino Lucà Trombetta – Sociologo (giuseppe.luca@unibo.it)

Luigi Berzano – Direttore Osservatorio pluralismo religioso di Torino (luigi.berzano@tin.it)

Tullio Di Fiore – Presidente GRIS Sicilia (tulliodifioregris@libero.it)

Elisabetta Di Giovanni – Università di Palermo (elisabetta.digiovanni@unipa.it)

Stefano Martelli, – Università di Bologna (s.martelli@unibo.it)

Cristiana Natali – Università di Bologna (cristiana.natali@unibo.it)

Paolo Naso – Università di Roma “La Sapienza” (p.naso@tin.it)

Laura Zanfrini – Università Cattolica di Milano (laura.zanfrini@unicatt.it)

 

Ricercatori:

Martina Ferraro, Università di Bologna (martina.ferraro2@studio.unibo.it)

Giovanni Castiglioni – Università Cattolica di Milano (Giovanni.Castiglioni@unicatt.it)

Antonella Palazzo – Università di Palermo (antonellapalazzo84@gmail.com)

 

Segreteria scientifica:

Annamaria Fantauzzi – Antropologa, Università di Torino (annamaria.fantauzzi@unito.it)

 

Shaping and Defining the Notion of “Religion”

Museo delle Religioni “Raffaele Pettazzoni”

Religio

Shaping and Defining the Notion of “Religion”

July 12-13-14-15-16 2016
Velletri (Rome)
Call for Papers

Our conference aims to provide an occasion of reflection and interdisciplinary discussion about the concept of religion and the notions related to this topic. The aim of this meeting is to investigate the shaping and the development of the notion of religion in western thought. We plan to research and analyze the various ways in which specialized literature posed the concept of religion as the object of study, together with the phenomena that have been attributed to such concept and the properties that have been deemed peculiar to this sphere, according to the views and positions of each single scholar. We will pay attention to the aims these scholars had, the classifications and theories they elaborated and the historical context they worked in.

Papers submitted may deal with the following topics:

  1. The meaning and development of the Latin word religio as it emerges from the sources at our disposal.
  2. The study of the terms in extra-European cultures usually deemed to indicate specifically the religious sphere, as dharma, din etc. Analysis of their meanings and historical  development, based on the sources at our disposal
  3. How did historical religions obtain their current denomination? How has this denomination been interpreted?
  4. How did western thought and in particular specialized studies approach the possibility of:
    • defining the concept of religion.
    • finding the characteristics that define a religious experience as such.
    • identifying the characteristics that qualify a religious individual as such.
    • idefining which peculiar traits of a religious group are elements that qualify it as such.
    • idefining the notion of “folk religion”.
    • describing and differentiating “sacred” and “profane”.
  5. What are the peculiarity of religions “invented” by scholars, e.g., animism, manism, shamanism etc.? What are the theoretical backgrounds for creating those categories?
  6.  Birth and development of the classification of religions, e.g. “monotheism” and “polytheism”.

References: M. Eliade, Traité d’histoire des religions, Paris 1949; E. de Martino, Furore Simbolo Valore, Milano 1962; C. Lévi-Strauss, La pensée sauvage, Paris 1962; A. Brelich, Introduzione alla
storia delle religioni, Roma 1966; T. Luckmann, The Invisible Religion: The Transformation of Symbols in Industrial Society, New York 1967; P. Bourdieu, Genèse et structure du champ religieux, “Revue française de sociologie” 12 (3), 1971, pp. 295-334; C. Geertz, The Interpretation of Cultures, New York 1973; Th.P. van Baaren – H.W.J. Drijvers (eds.), Religion, Culture and Methodology. Papers of the Groningen Working-group for the Study of Fundamental Problems and Methods of Science of Religion, Paris 1973; J.Z. Smith, Imagining Religion: From Babylon to Jonestown, Chicago-London 1982; B. Morris, Anthropological Studies of Religion, Cambridge 1990; D. Sabbatucci, Sommario di storia delle religioni, Roma 1991; E.T. Lawson – R.N. McCauley, Rethinking Religion. Connecting Cognition and Culture, Cambridge 1993; T. Asad, Genealogies of Religion: Discipline and Reasons of Power in Christianity and Islam, London 1993; U. Bianchi (ed.), The Notion of “Religion” in Comparative Research. Selected Proceedings of the XVI IAHR Congress, Rome 1994; T. Fitzgerald, A Critique of ‘Religion’ as a Cross-Cultural Category, “Method and Theory in the Study of Religion” 9 (2), 1997, pp. 91-110; A. Simonicca – F. Dei, Simbolo e teoria nell’antropologia religiosa, Lecce 1998; D. Sabbatucci, La prospettiva storico-religiosa, Formello (RM) 2000; M. Nye, Religion, Post-Religionism, and Religioning: Religious Studies and Contemporary Cultural Debates, “Method and Theory in the Study of Religion” 12, 2000, pp. 447-476; W. Braun – R.T. McCutheon (eds.), Guide to the Study of Religion, New York 2000; P. Boyer, Et l’homme créa les dieux, Paris 2001; A.L. Greil – D.G. Bromley (eds.), Defining Religion: Investigating the Boundaries between the Sacred and Secular, Oxford 2003; J. Corrigan, Religion and Emotion. Approaches and Interpretations, Oxford-New York 2004; G. Filoramo, Che cos’è la religione. Temi metodi problemi, Torino 2004; M. Stausberg (ed.), Contemporary Theories of Religion: a Companion, London 2009; P. Scarpi, Si fa presto a dire Dio. Riflessioni per un multiculturalismo religioso, Milano 2010; L. Berzano – A. Castegnaro – E. Pace, Religiosità popolare nella società post-secolare. Nuovi approcci teorici e nuovi campi di ricerca, Padova 2014; E. Pace, Una religiosità senza religioni. Spirito, mente e corpo nella cultura olistica contemporanea, Napoli 2015.

Our conference will be structured in the following sections:
1. Religious Anthropology (coordinator/supervisor Alessandra Ciattini – Sapienza Università di
Roma)
2. Philosophy of Religion (coordinator Paolo Vinci – Sapienza Università di Roma)
3. Sociology of Religion (coordinator Enzo Pace – Università degli Studi di Padova)
4. History of Religions (coordinator Paolo Scarpi – Università degli Studi di Padova)

Administrative office: Igor Baglioni (Museo delle Religioni “Raffaele Pettazzoni”)

Please send a one-page abstract (max 2.000 characters) to Igor Baglioni, the director of the museum, (igorbaglioni79@gmail.com) by April 15.
Attached to the abstract should be: the title of the paper; the chosen area; a short biography of the authors; email address and phone number.

Papers may be written and presented in English, French, Italian and Spanish.

The acceptance of papers will be communicated only to the selected contributors by 2016, April 25.

Please send the complete paper not later than June 26. The delivery of the paper is required to
participate in the conference.

Important deadlines: Closing for call for papers: April 15th, 2016.
Admission: April 25th, 2016.
Delivery of paper: June 26th, 2016.
Conference: July 12-13-14-15-16th, 2016

There is no attendance fee. The participants who don’t live in Rome or surroundings will be accommodated in hotels and bed-and-breakfasts which have an agreement with the Museum of
Religions Raffaele Pettazzoni to offer discounted prices. Papers will be published on Religio. Collana di Studi del Museo delle Religioni “Raffaele Pettazzoni” (Edizioni Quasar), and in specialized journals. All the papers will be peer-reviewed. The conference will be associated to the cultural event “Castelli Romani. Mito, Religioni e Tradizioni Eno-Gastronomiche” organized by the Fondazione “Museo delle Religioni Raffaele Pettazzoni”. The town of Albano Laziale, Ariccia, Artena, Castelgandolfo, Genzano, Lanuvio, Lariano, Monte Porzio Catone, Nemi, Rocca di Papa and Velletri also patronize the event.

The conference participants are offered the opportunity to visit each evening one of these towns and participate in the cultural activities organized in occasion of the cultural exhibition for free. The excursion programme will be presented at the same time as the conference programme.

For information: email: igorbaglioni79@gmail.com

RELIGIONS AND HUMAN RIGHTS

CALL FOR PAPERS
International conference

RELIGIONS AND HUMAN RIGHTS

Padua (Italy), April 14-15, 2016

The relationship between religion and human rights is controversial and debated. The aim of the  international conference is to take stock of the complex connections between religion and
human rights, emphasizing that both the definition and the application of these two concepts are  influenced by the different social and cultural contexts within which they are placed.
Starting from the geopolitical changes which have involved contemporary society on a global scale, the conference intends to critically evaluate the two main narratives on this topic: on the
one hand religions understood as an element opposing the affirmation of human rights, and on the other religions considered as agencies facilitating the implementation of human rights.
Religious rights, understood as individual and/or collective rights, are disputed as well.
How do religious traditions and new religious communities approach human rights issues? How do states manage religious traditions and religious diversification? How are human rights
discourses and practices affected by the social context?
Participants are invited to explore from different disciplinary perspectives the following topics:

  • freedom of expression,
  • speech, choice, association;
  • non-discrimination;
  • gender issues;
  • religionstate relations;
  • violence;
  • conflict;
  • peace.

Confirmed keynote speakers:
Eileen Barker, London School of Economics
Lori Beaman, University of Ottawa
Willy Fautré, Human Rights Without Frontiers International
Silvio Ferrari, University of Milan
Enzo Pace, University of Padua
James Richardson, University of Nevada
Hans-Georg Ziebertz, University of Wuerzburg

The international conference is organized by the Joint PhD Programme on “Human Rights, Society, and Multi-level Governance” (Universities of Athens-Panteion, Padua, Western Sydney, Zagreb).

Scientific Committee:
Giuseppe Giordan, University of Padua; Adam Possamai, Western Sidney University;
Constantin Preda, University of Bucharest; Siniša Zrinščak, University of Zagreb.

Abstracts (300 words) should be sent to Giuseppe Giordan (giuseppe.giordan@unipd.it) no later  than January 15th, 2016.

Acceptance notification will be sent by January 25th, 2016.

There are no fees for attendance.

Lived Religion. An ethnographical insight

Lived Religion. An ethnographical insight

Religion today lies at the heart of a cultural and political debate, related to immigration, human  rights, the role of women and democracy in general. Various questions are asked about what criteria define a lay, pluralistic space and its physical and symbolical boundaries. From this point of view examination of multiple expressions of religiosity in the human body, in physical and symbolic spaces and in the relationship among individuals, and between individuals and space, assumes critical importance.

For over a century, social sciences have been highlighting that “religion” is a plural category, a composite set of organizations, actors, practices, beliefs, meanings, relations, values and traditions.
Since the 1980s, the concept of “lived religion” has expressed a living, fluid, pluralistic and everyday dimension of religions: religion is part of daily life; religiosity is expressed through a
variable set of collective and individual, institutionalised and informal, hybrid and codified practices.

We believe that an ethnographical prospective allows us productively to examine such religious ecology and with this end in view we invite contributions dealing with the theme of religion in daily
life – lived religion – based on solid empirical analysis. The areas in which the theme may be declined include:

  • Native religions in today’s world;
  • Religious tradition and innovation;
  • Female religious experience, for example in churches, in alternative spirituality, in religious  groups/movements and in politics;
  • Mobile religion including pilgrimages and religious tourism;
  • Religion, economics and consumption;
  • Religion, the human body and mass media.

To submit your proposal please send an e-mail to conveners Alberta Giorgi, Stefania Palmisano, Giovanna Rech and to the conference committee (erq.conference@unibg.it), indicating the title of the chosen session. Please send:

  •  the title of your talk and an abstract of maximum 1000 words (.doc, .docx, .odt, .txt, .rtf);
  • your contact details (full name, e-mail, post address and affiliation) and those of your co-author/s, if any;
  • if you like, a short videotalk (2 min. max.). More info here http://www.etnografiaricercaqualitativa.it/?page_id=27 .

Abstracts (and video talks) must be submitted in English. The official languages of the conference, however, are Italian, English, and French; for each session, languages will be used depending on the participants composition.

Proposal must be submitted by January 15, 2016.

WE, THE LAST CHRISTIANS OF IRAQ

by Emanuela C. Del Re

This documentary-film is the results of a research carried out by prof. Del Re with EPOS between 2013 and June 2015. It shows the lives of the Christian community before and after the attack by the Islamic State to their communities living in Iraq in 2014, offering a unique wide perspective to understand the issue of the persecution of minorities in the Middle East today. The documentary shows the aspirations for the future, the living conditions and the positive vision of the Christians before the attack by the Islamic State (2013), and what has happened thereafter, through the voices of many Christians of Iraq, including the Louis R. Sako, the Patriarch of Baghdad.

In June 2014 the Islamic State of Iraq and Syria (ISIS), also known as Daesh, has brutally conquered the territories inhabited by the Christian, Yazidi and Shabak communities. All the minorities in Iraq are seriously endangered since then and suffer from all sort of violence and deprivations. Many Christians from Iraq have been forced to flee their lands and have found refuge in Iraqi-Kurdistan, in camps. There are now about 250 thousand Christian IDPs (Internally Displaced Persons) living in Iraqi-Kurdistan now. Their future is endangered and emigration to safer lands seems to many the only solution. Christians in Iraq have decreased from 1.5 million in 2003 to an estimated 800 thousand in 2015. Their number is decreasing every day.

Prof. Emanuela C. Del Re is a well known expert in geopolitics and conflict studies, minorities, migration and refugee issues. Specialist in the Middle East, Balkans, Caucasus, she is full Professor of Political Sociology and Political Phenomena of the Middle East at the University of Rome. She has carried out field work researches in conflict areas since 1990. She has authored numerous essays and books. Being an expert in Visual Sociology, she has filmed many documentaries. She is the Chair and Founder of EPOS Intl. Mediating and Negotiating Operational Agency, and the Leader and Creator of MY FUTURE project for Syrian Refugees and the reconstruction of the Syrian civil society

Italy 2015, 50′

Prima conferenza italiana European Values Study (EVS)

immagine testata

Prima conferenza italiana European Values Study (EVS)

La conferenza si propone di esplorare l’evoluzione degli orientamenti valoriali degli italiani negli ultimi tre decenni (1981 – 2008) collocandoli all’interno del più ampio quadro europeo. Particolare attenzione sarà posta al ruolo che il territorio e le esperienze condivise da persone appartenenti alla stessa generazione possono avere sul processo di cambiamento sociale. La conferenza si pone come momento di riflessione sulla realtà sociale italiana con l’obiettivo di fornire spunti per l’ideazione di strategie di uscita dalla attuale crisi economica, sociale e politica che caratterizza il nostro paese.

La conferenza vuole inoltre offrire un’opportunità di incontro per gli studiosi italiani che si occupano di ricerca sul cambiamento dei valori e che utilizzano nella loro ricerca i dati EVS.

Direzione della Conferenza

  • Ruud Luijkx (Tilburg University, Università degli Studi di Trento)
  • Gabriele Pollini (Università degli Studi di Trento)
  • Cristiano Vezzoni (Università degli Studi di Trento)
  • Vera Lomazzi (Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano)

Comitato scientifico

  • Ruud Luijkx (Tilburg University, Università degli Studi di Trento)
  • Gabriele Pollini, Salvatore Abbruzzese, Cristiano Vezzoni, Raffaele Guetto, Albertina Pretto (Università degli Studi di Trento)
  • Giancarlo Rovati, Vera Lomazzi (Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano)
  • Ferruccio Biolcati-Rinaldi (Università degli Studi di di Milano)

Segreteria scientifica

Cristiano Vezzoni, Vera Lomazzi
conferenza_evs2015@unitn.it

Keynote speakers

David Voas, Deputy Director, Institute for Social and Economic Research, University of Essex, UK
Bart Meuleman, Centre for Sociological Research, KU Leuven, Belgium
Malcolm Fairbrother, School of Geographical Sciences, University of Bristol, UK
Loredana Sciolla, Dipartimento di Culture, Politica e Società, Università di Torino

Le lingue della conferenza sono l’italiano e l’inglese. La sessione generale in cui verranno presentate le relazioni dei keynote speakers si svolgerà in inglese.

Abrastact e Iscrizioni

Si invitano contributi empiricamente fondati su dati di qualità, in particolare sulla serie storica trentennale fornita dall’European Values Study, sia focalizzati sull’Italia che sulla comparazione dell’Italia con altri paesi europei. È possibile inviare una proposta di contributo alla conferenza attraverso l’invio di un abstract di massimo 400 parole entro il 20 settembre 2015 alla segreteria scientifica (conferenza_evs2015@unitn.it). Le proposte possono essere sia in italiano sia in inglese.
Le procedure di pagamento apriranno il 1° settembre 2015.
La comunicazione degli abstract selezionati avverrà entro il 30 settembre.

Scadenze

La presentazione degli abstract è aperta e si chiuderà il 20 settembre 2015.
La lista degli abstract selezionati verrà comunicata entro la fine di settembre.
Le iscrizioni alla conferenza apriranno il 1° settembre e si chiuderanno il 31 ottobre 2015.

Iscrizioni online

Quota iscrizione

  • Membri strutturati dell’Università: € 60,00
  • Phd, Assegnisti: € 30,00
  • Studenti: € 15,00
  • Esterni: € 60,00

La quota d’iscrizione include il pranzo del 13 novembre e i coffee break.

 

Aperte le iscrizioni online
Scadenza: 31 ottobre

CONTATTI

Cristiano Vezzoni
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